Colomba artigianale, 750g

€16,00

Con colomba pasquale si indica comunemente il dolce commerciale inventato a Milano negli anni trenta del '900 e poi diventata quella commercialmente più diffusa in tutta Italia. Tra i dolci pasquali, pochi hanno la potenza simbolica dell’inconfondibile colomba. Per la sua forma, ovvio, simbolo di pace e di amore, che si affianca a quell’uovo che rappresenta invece la Resurrezione. 

Gli ingredienti sono molto semplici, ma la procedura è laboriosa: per un primo impasto occorrono farina, acqua, latte e lievito. Il tutto dovrà essere lasciato lievitare per un paio d’ore. Poi si passa al secondo impasto, durante il quale al primo andranno aggiunti farina, zucchero e burro, da far lievitare per un’ora e mezza. Ora si passa al terzo impasto ingredienti: farina, burro, uvetta, uova, zucchero, sale, vaniglia e arance candite, da aggiungere al precedente impasto e da lasciar lievitare per 16 ore. Dopodiché l’impasto si sistema nello stampo a forma di colomba. Si copre tutto con la glassa preparata con farina e amido di mais, albume, zucchero di canna, mandorle. Da guarnire alla fine con altre mandorle e granella di zucchero e infine cuocere in forno.

L’origine della colomba di Pasqua (o colomba pasquale) ha, come molte ricette famose della nostra tradizione, una spiegazione leggendaria e una storica. La leggenda vuole che l'origine della colomba risalga all'epoca longobarda, quando il re Alboino, durante l'assedio della città di Pavia, che durò circa tre anni e terminò proprio poco prima del periodo pasquale, ricevette in dono dalla popolazione del luogo un pane dolce a forma di colomba in segno di pace. Secondo un altro racconto della tradizione lombarda, il primo artefice del dolce fu San Colombano, celebre monaco irlandese che fondò numerosi monasteri in tutta Europa (in Italia è famoso quello di Bobbio). Questo sant'uomo giunse alla corte dei sovrani longobardi, i quali lo invitarono ad un pranzo fastoso. La regina Teodolinda fece preparare una montagna di leccornie e carni appetitose, ma San Colombano non voleva trasgredire l'astensione dalla carne comandata in tempo di Quaresima. Per superare l'imbarazzo della situazione, il monaco accettò di consumare il pasto dopo aver benedetto le portate. Quando l'uomo impose le mani però, i piatti di carne si trasformarono in bianche colombe di pane!